Legittima la sanzione disciplinare comminata anche sulla base di immagini di videosorveglianza

10 Maggio 2023

È legittimo l’utilizzo di immagini provenienti dal sistema di videosorveglianza, installato in azienda per motivi di sicurezza, per provare l'inadempimento disciplinare di un dipendente.

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 8375 del 23 marzo 2023, ha dichiarato la legittimità dell’utilizzo delle riprese del sistema di videosorveglianza ai fini della contestazione di un illecito nei confronti di un dipendente, a condizione, però, che esse siano valutate nell’ambito di un ampio quadro probatorio.

Il caso esaminato dalle Corte di Cassazione, interessa un lavoratore, educatore, che ha impugnato la sanzione disciplinare irrogatagli dal datore di lavoro per aver questi, a fronte del rifiuto di uno studente di obbedirgli, afferrato la maglietta del medesimo studente e provocatone la caduta.

L’episodio era stato ripreso dall'impianto di videosorveglianza installato nella scuola, in conformità di quanto previsto dell'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, con finalità di tutela del patrimonio aziendale. Pertanto, l’educatore aveva contestato il legittimo utilizzo di tali registrazioni.

Secondo i Giudici di legittimità, però, le riprese, se pure destinate ad altre finalità, quali la tutela della sicurezza, sono utilizzabili in quanto rispettose delle garanzie procedurali previste dall’art. 4, terzo comma, dello Statuto, nell'ambito di una generale considerazione di tutte le prove raccolte a sostegno della legittimità della sanzione.

I Giudici, infatti, hanno valutato la proporzionalità della sanzione rispetto al fatto e le giustificazioni rese dal dipendente che dimostravano che il licenziamento non era viziato, essendo stato consentito all’educatore di esercitare il proprio diritto di difesa. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, affermando che la valutazione delle riprese era elemento aggiuntivo e legittimo, considerato che l’impianto di videosorveglianza era chiaramente destinato a esigenze di sicurezza; orientato verso spazi accessibili anche a personale non dipendente della scuola, dove non ci sono postazioni di lavoro, e posizionato dopo aver ottenuto un accordo sindacale

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